La mela più antica a rischio di estinzione
La Mela di Eva ha 65 milioni di anni, ed è ancora tra noi.
E’ sopravvissuta alla scomparsa dei dinosauri ( meglio ricordare che i grandi rettili non furono i soli, ed anche se è stato assegnato loro il ruolo di primi attori fu una grande estinzione di massa e molte altre specie animali si estinsero, senza dimenticare che anche la flora venne decimata ) ma la Malus sieversii è rimasta tenacemente salda alle sue radici, tanto da moltiplicarsi in 6.000 varietà dai frutti tentatori grossi, gustosi e colorati.
Le piante sono maestose, possono raggiungere un’altezza che varia dai 20 ai 30 metri e i tronchi si accrescono fino a due metri di diametro. In autunno, praticamente uniche tra i meli, tingono con il rosso acceso delle foglie quello che era una sorta di Giardino dell’Eden nascosto ed ignorato tra le Montagne Celesti, la catena montuosa nel Kazakistan, che si innalza ai piedi del massiccio del Tian Shan nella regione di Almaty, al confine con la Cina.
La Mela di Eva ha contribuito con il suo genoma a formare quello di Malus domestica, la mela domestica che conosciamo: è in definitiva una delle probabili progenitrici delle mele attuali e un patrimonio dell’umanità , una assicurazione sul futuro per l’enorme valore genetico che conserva.
Perché ha tanto valore?
Le varietà moderne di mela, coltivate con il metodo convenzionale piuttosto che con i metodi dell’agricolura biologica, vengono trattate con 35 pesticidi e concimi chimici diversi, mentre questa mela ancestrale non è soggetta a nessuno dei problemi che tanto angosciano gli agricoltori: Malus sieversii possiede una resistenza alle malattie definita ‘insolita’ dal United States Agricultural Research Service, che l’ha studiata alla ricerca di informazioni genetiche indispensabili per l’allevamento delle cultivar moderne.
Gli eventi globali come il cambiamento climatico sanno mettendo a rischio la nostra ricchezza più grande, la biodiversità: questo significa perdere piante che vengono considerate oggi poco produttive rispetto alla produzione intensiva spinta dell’agricoltura convenzionale, ma con caratteristiche potenzialmente utili nel caso di modifica delle condizioni ambientali.
Negli Stati Uniti si conoscevano 7100 varietà di mele, dal ’800 ad oggi oggi ben 6800 di queste si sono estinte. Significa che sono andate perdute per sempre, e con esse si è perduto quel patrimonio di informazioni genetiche che invece la Mela di Eva ancora possiede, integro.
Il suo Eden, ai piedi delle Montagne Celesti, non sta sfuggendo alla deforestazione ed urbanizzazione: il 70% dei boschi è stato cancellato e la Malus sieversii è classificata come Vulnerabile, ed è inserita nella IUCN Red List of Threatened Species.
Per richiamare l’attenzione e preservare questa mela unica è stata organizzata la mostra L’origine de la pomme a Parigi fino al 5 marzo, da l’ Association Alma e dalla fotografa e regista Catherine Peix.
L’intero documentario Aux origines de la pomme ou le jardin d’Éden retrouvé girato da Chaterine Peix, è visibile sul portale dedicato agli alberi secolari Karpo Arboricle.






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