BASF e Monsanto rinunciano agli OGM in Europa: ambientalisti, agricoltori e consumatori vincono

gen 31, 2012 by

BASF e Monsanto rinunciano agli OGM in Europa: ambientalisti, agricoltori e consumatori vincono

Artificiali e manipolati, sono gli OGM, Organismi Geneticamente Modificati.
Amati dalle multinazionali, che ne custodiscono gelosamente i brevetti, e fortemente contrastati dalle organizzazioni ambientaliste, dagli agricoltori e dai consumatori.

Perché?
Gli organismi OGM sono ottenuti manipolando il DNA: un nuovo organismo viene ‘costruito’ inserendo frammenti di DNA, quelli che interessano, nel patrimonio genetico di un organismo ospite. Chimere del nuovo millennio che, nel caso delle colture geneticamente modificate, comportano grossi rischi per l’ambiente, la biodiversità e la salute. I pollini, il trasferimento dei transgeni alle erbe spontanee, la dormienza dei semi e l’alterazione dei microrganismi del suolo sono un pericoloso mezzo di dispersione e inquinamento genetico di altre specie, problemi  questi che hanno coinvolto sia le coltivazioni sperimentali che quelle commerciali.

L’ultima scoperta fatta da un gruppo di ricercatori cinesi della Università di Nanjiing ha verificato che i microRNA, piccole sequenze di nucleotidi contenuti nelle piante, si trasferiscono nell’organismo umano attraverso il consumo interagendo con l’espressione dei suoi geni: in sostanza, il cibo che mangiamo ha effetto sui nostri geni. Ora è ancora troppo presto per definire in quale misura questa interazione incida sulla nostra salute, dobbiamo però considerare anche un altro fattore.
Le specie vegetali che consumiamo normalmente, oltre 2500 varietà di prodotti vegetali, sono stati ottenuti mediante radiazioni mutagene che causano la modifica della regolazione di almeno 8.000 geni.
Il panorama quindi è già sufficientemente inquietante,  non occorre gettare altra benzina sul fuoco con la produzione ed il consumo di OGM.

Sono due le buone notizie che arrivano da questo fronte  e che si sono susseguite nell’arco di pochi giorni: le multinazionali BASF e Monsanto rinunciano a colonizzare l’Europa con i loro OGM.
La BASF, il gigante tedesco della chimica e delle biotecnologie applicate all’agricoltura, trasferisce PlantScience, la sua divisione biotech, dall’Europa agli Stati Uniti, e rinuncia a seminare e commercializzare le sue patate geneticamente modificate Amflora, Amadea, Modena e Fortuna a causa della fortissima resistenza riscontrata in molti paesi dell’Unione Europea nei confronti degli alimenti geneticamente modificati.
Stessa sorte per il mais transgenico MON810, varietà resistente all’azione degli insetti parassitari, rampollo della Monsanto e anch’esso fortemente contrastato, che seguirà la casa madre negli USA assieme alle patate BASF.

Poteva sembrare che fosse una lotta impari, invece la determinazione degli ambientalisti di Greenpeace e Legambiente e degli agricoltori di CIA, AIAB e Coldiretti dall’altra, supportati dai consumatori che hanno aderito alle campagne anti-OGM ha vinto una battaglia. Naturalmente non è finita, patate e mais OGM semplicemente si spostano al di là dell’Atlantico: occorre mantenere alta la guardia e noi consumatori possiamo fare la differenza.
Non ho ancora citato  Bayer e il riso, il video di Greenpeace vi informerà al riguardo:

 

L’agricoltura OGM continua ancora oggi a ricevere fondi dall’Europa per la ricerca di settore e Alessandro Triantafyllidis, presidente dell”AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) chiede la  revisione di questo aspetto e che i fondi destinati finora alle multinazionali e agli OGM vengano indirizzati verso la sostenibilità e  l‘agricoltura biologica.

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