Allevamento biologico

dic 23, 2011 by

Allevamento biologico

L‘allevamento biologico è fortemente legato alla terra e rispettoso  dell‘ambiente e degli animali, fino al consumatore finale, e segue delle norme ben precise stabilite dall’Unione Europea, attraverso il Regolamento CE 1804/99, convertito in decreto ministeriale nel 2000.
Oltre alla produzione di latte, uova, carne e loro derivati,  gli  animali  sono importanti perché in sostanza chiudono il ciclo ecologico di una azienda biologica.
Con il letame  forniscono un ammendante per il terreno e la principale fonte di sostanza organica per la fertilizzazione, indispensabile nell’agricoltura biologica, e all’agricoltura in generale. Le aree a foraggio favoriscono ugualmente la fertilità del terreno, impedendo una rotazione troppo stretta delle coltivazioni.
Il numero dei capi allevati in una fattoria biologica dipende dalla superficie disponibile in azienda, ed è stabilito secondo il criterio dei  ’chilogrammi di azoto ad ettaro anno di provenienza animale’, che condiziona il numero di capi allevabili,  fatto pari a 170 kg per ettaro, secondo la specie.

Di seguito è riportato il numero massimo di animali  per ettaro e per specie:

Equini di oltre 6 mesi  -  2 capi
Vitelli da ingrasso –  5 capi
Altri bovini –  5 capi
Bovini maschi da 1 a meno di 2 anni –  3,3 capi
Bovini femmine da 1 a meno di 2 anni  - 3,3 capi
Bovini maschi di 2 anni e oltre –  2 capi
Giovenche da allevamento  - 2,5 capi
Giovenche da ingrasso  - 2,5 capi
Vacche da latte –  2 capi
Vacche lattifere da riforma  - 2 capi
Altre vacche –  2,5 capi
Coniglie riproduttrici  - 100 capi
Pecore 13,3 capi
Capre –  13,3 capi
Suinetti  - 74 capi
Scrofe riproduttrici  - 6,5 capi
Suini da ingrasso  - 14 capi
Altri suini –  14 capi
Polli  -  580 capi
Galline ovaiole –  230 capi

E’ preferito  il ricorso a  razze storiche  locali,  ben adattate all’ambiente, che di fatto favorisce il recupero di razze antiche destinate altrimenti all’estinzione.

L’alimentazione deve essere rigorosamente biologica, con foraggio biologico prodotto sui terreni aziendali ed altri prodotti di origine vegetale proveniente da colture biologiche, con una tolleranza di prodotti convenzionali ammessi, tutti vegetali, purché non trattati con solventi e non transgenici. Sono consentiti alcuni prodotti animali come latte e sottoprodotti, e sostanze minerali utilizzabili, additivi per insilati e mangimi assieme ad altri prodotti specifici tra i quali  vitamine, anche di origine sintetica, purché identiche a quelle naturali e unicamente per gli animali mono gastrici (equini, suini).

In linea di massima in un allevamento biologico gli animali vengono allevati all’aperto, dove le condizioni climatiche lo permettono. In ogni modo le stalle devono rispondere alle esigenze biologiche ed etologiche degli animali: avere superfici minime coperte e scoperte e consentire l’ accesso ai pascoli o a spiazzi liberi ogni qualvolta le condizioni lo consentano, mentre la stabulazione fissa è vietata, così come l’allevamento dei vitelli in box individuali dopo una settimana di età.

Sono vietati il trapianto degli embrioni e la manipolazione genetica,  così come alcuni metodi industriali e di gestione dell’allevamento. E’ vietato l’uso di tecniche o sostanze atte a forzare la crescita degli animali, mentre per le cure veterinarie vengono utilizzati rimedi omeopatici e fitoterapici.

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